Il Raid MAPPA
Dopo il successo del Marco Polo Motoraid 2005 da Venezia a Pechino, pensavamo di aver almeno “calmato”, con questo epico grande viaggio, la febbre che da sempre ci colpisce dei lunghi raid in moto, attraverso piste e strade poco battute, alla ricerca di terre e popolazioni lontane dalle rotte del turismo; ci sbagliavamo!
Questa maledetta e meravigliosa spinta a vedere il mondo attraverso la visiera del casco, cavalcando quel mezzo maledettamente scomodo ma incredibilmente eccitante che è la moto, dopo qualche mese dal ritorno da Pechino si è rifatta prepotentemente viva.
Un veloce giro di telefonate tra noi tre, per accertarci che tutti eravamo ancora malati, la sfida di Maurizio di raggiungere via terra il Giappone, ed il gioco era fatto! Era nata la "Transiberiana Motoraid 2007".
Partiremo nell’Agosto 2007 da Venezia, per raggiungere dopo oltre 20.000 km Hiroshima, attraverso l’inospitale Siberia, la misteriosa Mongolia e l’affascinante Giappone
Dopo aver toccato alcune capitali e luoghi suggestivi come Praga, Varsavia, Minsk, o carichi di significato come le zone colpite dalla tragedia di Chernobyl, entreremo in Russia, sino a giungere a Mosca.
Da qui seguiremo l’itinerario della mitica Transiberiana, la ferrovia più famosa e più lunga del mondo (9289 km.), e ci inoltreremo in Siberia attraverso fiumi, fitte foreste, steppe, percorrendo la taiga fiorita e la tundra desolata.
Visiteremo città cariche di mistero e fascino, come Tobolsk, che con il suo splendido Cremlino, le case di legno e le belle chiese in rovina, è la più memorabile delle antiche città siberiane.
Toccheremo poi Novosibirsk, fondata attorno al 1890 e divenuta nodo ferroviario importante della ferrovia transiberiana; ed ancora Tomsk, fondata nel 1600, città dove si trovano infiniti esempi di pregevoli palazzi in legno, oltre a sontuosi edifici commerciali centenari, la cui architettura è rimasta sostanzialmente inalterata.
Con le nostre moto ci porteremo sulle sponde del Lago Baikal, la “perla della Siberia” che con le sue acque cristalline è il lago più profondo del Mondo, circondato da montagne e da caratteristici paesini in legno
La Siberia evoca l’immagine di terre misteriose, fredde, lontane e desolate, ed ancora oggi pochissimi sono i viaggiatori che si avventurano via terra in queste zone.
Quindi devieremo verso sud, valicando i selvaggi i monti dell’Altay ed entreremo in Mongolia, la mitica terra di Gengis Khan, ancora popolata da pastori nomadi e fieri cavalieri.
Paese di altipiani e di deserti, la Mongolia è ancora oggi una terra per viaggiatori più che per turisti; le strade asfaltate sono limitate ad un solo asse da est a ovest, i mezzi di trasporto sono quasi inesistenti e l’unico che funziona da secoli è il cavallo.
Con i suoi due milioni di abitanti, ancora oggi in gran parte nomadi, sparsi tra steppe e deserti grandi cinque volte l’Italia, la Mongolia conserva l’eredità del più grande impero che il mondo abbia mai visto e del più geniale condottiero di tutti i tempi: appunto Gengis Khan.
Attraverseremo così, con i nostri “cavalli d’acciaio”, estese praterie e colline, sino a giungere al limitare del deserto del Gobi ed alle sue dune: siamo nella regione di Khongoriin Els, un ondulato e spettacolare cordone di dune, che si estende per oltre un centinaio di chilometri.
Toccheremo Kharkorum, l’antica capitale dell’impero mongolo, risalente al XIII secolo, giungendoci attraverso una panoramica strada di montagna; vedremo straordinari parchi naturali, monasteri nascosti come quello di Erdene Zuu, circondato da possenti mura interrotte da 108 “suburga” (stupe), tante quanti sono i grani del rosario buddista.
Ci dirigeremo quindi verso est, attraverso sterrati e steppe, sino a giungere ad Ulaan Baatar, la capitale dello stato mongolo, che nel suo museo custodisce enormi scheletri di dinosauri ritrovati nel deserto di Gobi
Devieremo poi a nord sino ad entrare nuovamente in Russia e da qui, attraverso sempre la Siberia e l’estremo oriente russo, inoltrandoci in immensi boschi di pini, abeti e larici, arriveremo, attraverso piste che si perdono nelle paludi a est di Chita, sino alla selvaggia isola di Sakhalin, posta di fronte alle coste di Hokkaido.
Una volta in terra nipponica, la percorreremo seguendo itinerari e piste particolari.
Questa nazione evoca immagini in bilico tra fantascienza e tradizioni, e così visiteremo il futuro di Tokyo e Yokohama, ma anche le icone del Giappone tradizionale, come il castello di Matsumoto tra le alpi giapponesi e le antiche capitali di Nara e Kyoto.
Ci immergeremo nelle centenarie terme a cielo aperto, alloggeremo nelle tradizionali locande giapponesi, incontreremo i pescatori di Tomo-no-ura durante la lavorazione del pesce.
Ci faremo condurre dalle nostre moto al cospetto delle meraviglie naturalistiche del sol levante tra i picchi e le vallate delle Alpi giapponesi, il monte Fuji, il canyon di Sandan-kyò.
E termineremo simbolicamente il nostro raid ad Hiroshima, mostrando come la popolazione ha saputo crescere e rinnovarsi nel ricordo dell’immane tragedia.
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