La Transiberiana MAPPA
Coperti dalla neve per buona parte dell’anno e arroventati dal sole in estate, i binari della ferrovia più lunga del mondo uniscono Mosca a Vladivostok e via Mongolia a Pechino.
Per 9289 km, attraversano fiumi, si addentrano in fitte foreste, costeggiano il suggestivo Lago Baikal, superano le sterminate steppe della Mongolia, e inghiottono così otto fusi orari ed incantevoli città e villaggi russi, siberiani e mediorientali.
La costruzione della ferrovia iniziò poco dopo il 1891 e la principale questione da risolvere riguardo al percorso da seguire era già stata chiarita: la ferrovia avrebbe attraversato la Siberia meridionale.
L’itinerario fu stabilito tenendo conto sia delle migliori condizioni climatiche, sia del terreno arabile che offriva la Siberia meridionale, presupposti questi che si auspicava favorissero la nascita di nuovi insediamenti agricoli.
La costruzione della più lunga ferrovia del mondo attraverso un territorio aspro e disabitato poneva numerose sfide non solo dal punto di vista ingegneristico, ma anche sotto il profilo dei rifornimenti e della manodopera.
La ferrovia avrebbe attraversato fitte foreste, innumerevoli fiumi, montagne impervie ed immensi acquitrini.
Le squadre di operai erano male attrezzate: per il lavoro pesante non disponevano che di pale e picconi, mente per i trasporti non c’erano che i cavalli e la forza delle braccia.
I costruttori avevano il compito di assicurare un rifornimento costante di enormi quantità di pietre, legname e ferro, nonché di viveri per gli operai e biada per i cavalli.
Garantire l’efficienza delle linee di approvvigionamenti nell’entroterra disabitato della Siberia richiese intraprendenza ed ingegnosità quasi sovrumane.
Gli operai furono assunti od arruolati in ogni angolo del paese ed anche all’estero; questi uomini lavorarono in condizioni climatiche spesso estreme, esposti al contagio di malattie mortali, alle scorrerie dei banditi delle foreste e persino all’attacco di tigri affamate.
La costruzione della ferrovia fu divisa in sette segmenti ed iniziò contemporaneamente dalle due opposte estremità.
La Ferrovia Transiberiana fu presentata al mondo all’Esposizione di Parigi del 1900. Ai visitatori del padiglione russo furono presentate immagini dell’incontaminato e scabro paesaggio della Siberia e degli aspetti delle esotiche culture locali.
Purtuttavia dai racconti dei primi viaggiatori si desume che il viaggio vero e proprio era denso di difficoltà e ritardi.
La fretta con la quale era stata costruita l’opera ora si pagava in termini di buon funzionamento: frequenti ritardi di giorni, il più alto tasso di incidenti di tutte le linee dell’Impero, traversine che si spaccavano, ponti che cedevano, binari che si deformavano.
Nonostante questo, il fascino della Transiberiana, che ancora oggi per il passeggero rappresenta un’avventura, è rimasto inalterato sino ai nostri giorni.
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